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L’agricoltura sostenibile troppo cara per l’Europa

L’Italia nel mirino con Gran Bretagna, Danimarca e Portogallo. Le procedure non corrette potrebbero mettere a rischio il futuro dell’agricoltura bio?

L’agricoltura sostenibile troppo cara per l’Europa

Per abbattere i costi e per contribuire a sviluppare sempre di più un’agricoltura biologica e a basso impatto ambientale, gli agricoltori spesso possono disporre di finanziamento pubblico a supporto della loro attività.

Nelle scorse settimane i giornali italiani hanno svelato il pasticcio siciliano, dove i fondi già erogati sarebbero a rischio per procedure non corrette da parte della Regione, e si parla di cifre altissime.

Nonostante un sostegno economico distribuito dalla Ue per sostenere le pratiche agricole più sostenibili, troppo spesso le risorse non vengono utilizzate per aumentare la competitività del settore. Infatti il bio continua a costare molto.

Se ne è accorta anche la Corte dei Conti Ue che, in un rapporto appena pubblicato, rivela che solo 5 dei 28 progetti presentati per accedere ai finanziamenti Ue a sostegno dell’agricoltura ecologica, avrebbero una sostenibilità economica, ovvero un tasso di produttività coerente con lo sforzo finanziario richiesto. Ma se al momento sono coinvolti cinque nazioni, non si escludono sorprese, visto che i problemi rilevati coinvolgono “carenze nei sistemi di gestione e controllo degli Stati Membri”. 

Le misure nel mirino dei revisori riguardano i cosiddetti “investimenti non produttivi” (quelli concessi per l’uso sostenibile dei terreni agricoli,  ovvero a vantaggio dell’ambiente e non necessariamente della produttività) per un totale di 860 milioni di finanziamento. I costi "irragionevolmente alti o non sufficientemente giustificati”, riguardano progetti sviluppati in Gran Bretagna (Inghilterra), Portogallo, Danimarca e Italia, in Puglia specificano, che da soli, hanno intercettato l’80% dei fondi a disposizione. 

Il rapporto spiega che tre progetti, su quattro presentati, non risultano avere presupposti di sviluppo economico, anche se la maggior parte di loro ha contribuito al paesaggio e alla tutela della biodiversità, i revisori hanno sottolineato che nel 75% dei casi, i costi non risultano conformi. Solo 5 dei 28 progetti si è rivelato vantaggioso. 

In particolare, la Eca ha riscontrato "debolezze" nella procedura stessa di selezione da parte delle autorità nazionali. Un problema, questo, che non può essere sempre sottovalutato.

25/01/2016

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