Residui nel bio inglese

29 giugno 2018
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BIOLOGICO

La denuncia di un ong, ma Soil Association frena.La notizia, potenzialmente pericolosa, riguarda la scoperta di una “contaminazione potenzialmente diffusa” da glifosato, in alcuni prodotti  bio venduti nella gdo: si tratta del pane integrale Waitrose Duchy Organic Farmhouse Batch e della farina Organic Plain Flour a marchio Tesco. Le analisi hanno riscontrato positività al pesticida “sotto la soglia di quantificazione di 0,01 mg / kg ma a concentrazione superiore a 0,002 mg / kg,” come spiegano da Organic Council.

Il livello massimo consentito di residuo al glifosato è pari a 0,01 mg / kg nell’UE, mentre 0,002 mg / kg è il limite più basso verificabile con il metodo di prova utilizzato. I test sono stati effettuati dagli operatori inglesi della rete di laboratori tedesca Minerva, del Tentamus group. I campioni sono quindi stati analizzati nei laboratori Bilacon.

Organics Council è una ong sostenuta da finanziamenti pubblici, ha iniziato la sua ricerca due anni fa con lo scopo di “rendere i prodotti bio più bio”. A proposito delle analisi, è stata esclusa la contaminazione da negligenza anzi, i dati fanno pensare che l’inquinamento storico del suolo sia di per sè una potenziale fonte di contaminazione. Se fosse così, sarebbe anche un’indicazione non certo positiva per tutte le nuove imprese agricole che hanno deciso di fare bio. La notizia ha provocato la reazione degli ambientalisti che denunciano una “scarsa separazione della zona cuscinetto”, in altre parole, le aziende convenzionali contigue ai terreni certificati potrebbero essere responsabili della contaminazione. Sempre che la contaminazione non sia avvenuta nelle fasi di trasformazione, osservano dall’Organic Council. Comunque sia, il tema della contaminazione è sicuramente prioritario, soprattutto quando riguarda prodotti che devono sottostare a criteri legati alla distribuzione organizzata. “Partendo dal presupposto che non ci sia stata volontà di dolo – spiega Esme Purdie, esperto in microbiologia ambientale e tossicologia presso il King’s College London e collaboratore dell’ong –  è evidente che gli attuali criteri non funzionano. Questa ricerca dimostra che gli attuali criteri previsti dal bio non lo stanno proteggendo dalle contaminazioni e richiedono una revisione urgente”.

Per Soil Association, che del biologico rappresenta l’anima più autorevole non solo in Gran Bretagna, la ricerca lascia dei dubbi. Il rischio è quello di una decontestualizzazione dei dati per favorire “l’idea che vi sia una diffusa contaminazione da pesticidi cancerogeni nei cereali bio e dei prodotti panificati venduti nei supermercati inglesi. Risultati “alquanto esagerati, nel peggiore dei casi fuorvianti” è il commento raccolto del portavoce di Soil Association.

Ma è soprattutto fuorviante, aggiungiamo noi, che il tema riguardi solo il prodotto bio. Il tema della contaminazione è talmente diffuso è pericoloso che dovrebbe coinvolgere tutta l’agricoltura e non essere solo un pretesto per un scontro partigiano tra chi è favore e chi è contro il bio. Le falde acquifere e i terreni, come dimostrano indagini come questa, sono talmente inquinati che le poche aziende biologiche non potranno da sole risolvere il problema. 

Duchy organic è l’azienda condotta dal principe Carlo di Inghilterra. E’ un marchio ben conosciuto nel mondo dell’agricoltura biologica e la linea in questione è quella commercializzata nella gdo a marchio Waitrose. Azienda che naturalmente ha colto la palla al balzo: “Non conosciamo Organic Council e la metodologia del loro lavoro. Sappiamo che Soil Association ha serie preoccupazioni sulla validità di questi risultati”.

Nella stessa ricerca, non solo la farina è risultata contaminata. Anche un singolo campione di uova bio commercializzato dall’insegna Ocado è risultato positivo alla cyromazina.

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Credits: Agostini Lab Srl