Suoli e prodotti tipici. Il lavoro di i.ter

22 giugno 2018
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sostenibilità

Cosa caratterizza un territorio? Le risposte sono diverse. Può essere l’accento della gente che ci vive, un determinato paesaggio, il modo in cui si cucina il carciofo oppure come sono trasformate le materie prime creando per esempio diversi tipi di formaggi e vini. Il territorio è anche legato alla sua storia e alle tradizioni che ne derivano. Un aspetto sconosciuto che caratterizza il territorio è anche la specificità del suolo, vettore d’informazione per la crescita delle piante.

Abbiamo già parlato del suolo e dell’importanza della sua salvaguardia, del fatto che senza un suolo di qualità, senza nuove attenzione particolare al suo riguardo, la perdita di fertilità causate dai diversi tipi di degradazione (desertificazione, deforestazione, salinizzazione, urbanizzazione) ci porterà ad avere sempre meno suoli coltivabili. Sappiamo tanto di questa risorsa, numerosi studi scientifici sono generati attorno al suolo e la determinazione delle sue caratteristiche.

Difendere il suolo è difendere il territorio. L’agricoltura biologica evita i pesticidi che lo maltrattano. L’agro ecologia porta nuove tecniche con un approccio specifico per ogni coltivazioni. I piccoli agricoltori che producono e vendono nei mercati cittadini sono attori indispensabili, tra i ruoli, che danno une giusta dimensione all’agricoltura. Sono delle soddisfazioni per il suolo e il territorio che riprendono in qualità, una qualità che si ritrova negli alimenti che mangiamo e nei paesaggi che osserviamo.

Un territorio è anche di un certo tipo di clima, di prodotti tipici, della volontà politica delle amministrazioni e della volontà delle persone che ci abitano. Intervengono dei fattori essenziali spesso poco conosciuti. Alcuni parametri del suolo come la costituzione inorganica, il tipo di argilla presente oppure le proprietà fisiche, chimiche e idrologiche non solo influenzano in maniera considerevole la pratica di una coltura più che un’altra ma danno indicazioni sulla vocazione dato a tale territorio.

Oggi, questi aspetti si incontrano, nell’obiettivo di promuovere e valorizzare un certo territorio. L’agronomia, la pedologia e le aziende agricole si accordano per creare assieme delle produzione di qualità in funzione del territorio.

È il concetto del lavoro innovativo della  società i.ter. Creata in 1987, si occupa di diversi aspetti legati al suolo e al territorio, diffondendo informazioni attraverso diversi canali.

Dalla cartografia dei suoli alla divulgazione delle informazioni, i diversi progetti portati da i.ter sono stati sviluppati attorno ai valori della società che sono “prevedere, intervenire, tutelare e valorizzare”. La società “intende interpretare le potenzialità di nuovi servizi rispondendo alle esigenze locali con concretezza, creatività e radicamento nel territorio”. La maggior parte sono finanziati dal Programma regionale di Sviluppo Rurale (PSR) 2014-2020.

Tra questi, Biodiversamente castagno, linee guida per la preservazione e valorizzazione della biodiversità del castagno in Emilia Romagna. Nasce per “conoscere la biodiversità del Castagno e del suo agro-ecosistema e valorizzare e promuovere il ruolo del castanicoltore come “custode” della tutela della biodiversità e del territorio”. Imprese agricole, università, unità di ricerca e enti di sperimentazione si sono uniti in questa impresa. Sono individuati le linee guide attraverso lo studio genetico del castagno e della biodiversità dei suoli su cui crescono.

Un lavoro importante di i.ter è Terre e prodotti tipici. “ll termine “Terre” comprende tutti gli elementi (geologia, suoli, morfologia, clima, idrologia, vegetazione e fauna) che influenzano l’uso potenziale del territorio, compresi anche i risultati fisici delle attività umane svolte in passato”. Grazie a queste analisi, è possibile determinare le condotte agronomiche migliore da svolgere per un certo tipo di coltura su un certo tipo di territorio, i quali esprimono la miglior potenzialità d’uso del suolo. Sono per esempio state pubblicate la carta delle terre del pomodoro e quella dell’anguria reggiana.

La Cartografia dei suoli dell’Emilia-Romagna è stata svolta su tutto il territorio, è uno strumento che fondamentalmente permette di visionare in macro-ambienti l’attitudine produttiva e l’ambito agro-forestale.

La divulgazione delle informazioni giuste e importanti è al centro del successo di questi progetti e non si ferma alle pubblicazioni scientifiche. “i.ter ritiene che la conoscenza del “suolo” sia da estendere anche ad un pubblico di non addetti ai lavori, come fattore chiave nella tutela dell’ambiente e nella consapevolezza del legame di appartenenza che unisce l’uomo al territorio”.

Un lavoro completo quindi, dedicato a dare il suo posto alla cultura legata al territorio attraverso strumenti creativi. Senz’altro, i.ter ha un approccio moderno per la specializzazione dei suoi progetti, ed è sicuramente all’avanguardia perché realizza azioni pratiche rivolte ad un futuro proficuo per l’agricoltura di qualità: quello di cui abbiamo assolutamente bisogno per proteggere i nostri suoli e i nostri paesaggi.

Perché abbiamo la possibilità di cambiare le cose, stimolando la coscienza di ognuno di noi, cioè spesso il vicino di casa, verso una consapevolezza maggiore su che cosa vogliamo mangiare, cosa vogliamo vedere nelle nostre pianure, colline e montagne oggi, ma soprattutto domani.

 

 

lauriane borget

 

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Credits: Agostini Lab Srl