Erbicidi più tossici del glifosato

13 maggio 2018
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sostenibilità

Studio U.S.A.: i prodotti finiti più pericolosi per le cellule del principio attivo.Secondo i ricercatori del National Toxicology Programm degli Stati Uniti gli erbicidi a base di glifosato sono potenzialmente più tossici del loro principale principio attivo analizzato singolarmente. Le prove di questa affermazione sarebbero nei test che l’NTP sta realizzando direttamente sulle formulazioni degli erbicidi in vendita.

Lo studio è il primo che prende in considerazione gli erbicidi realmente in commercio. Nel 2015 quando lo IARC ha inserito il glifosato tra le sostanze probabilmente cancerogene aveva anche messo in guardia dalle possibili interazioni del principio attivo con gli altri ingredienti utilizzati per rendere più efficaci gli erbicidi. Il glifosato agisce impedendo alle piante bersaglio di produrre le proteine necessarie alla loro crescita, negli erbicidi in commercio questa azione viene coadiuvata da altri ingredienti che facilitano il suo assorbimento de parte delle infestanti. La diffusione di questi prodotti è letteralmente esplosa a partire dal 1990 con lo sviluppo di sementi geneticamente modificate per resistere ai suoi effetti.

Sebbene i prodotti a base di glifosato, come il RoundUp della Monsanto, siano in vendita fin dagli anni settanta, finora i test di tossicità realizzati sono stati compiuti soltanto sul glifosato in isolamento. Solo adesso si sta investigando sui prodotti più complessi con cui entrano in contatto i contadini, i consumatori e i cittadini dei paesi in cui l’uso di questi prodotti per il diserbo è consentito anche nelle aree urbane. A sollecitare l’NTP a realizzare questi test è stata la Environmental Protection Agency dopo la decisione dello IARC nel 2015.

Gli studi osservativi suggeriscono che il glifosato e le formulazioni contenenti glifosato possano creare uno stress ossidativo e danneggiare il DNA. Lo stress ossidativo è uno squilibrio che si origina quando la produzione di radicali liberi supera la capacità del corpo di neutralizzare il loro effetto con gli antiossidanti. Questo può causare un danno ossidativo alle proteine, ai lipidi e al DNA che possono provocare disturbi cronici come diabete, aterosclerosi, artrite reumatoide, cancro e infiammazioni croniche. Lo studio della NPT si propone di indagare se il glifosato e le sue formulazioni possono causare stress ossidativo e se questo può essere correlato nella cancerogenità e nelle genotossicità, e se le formulazioni in commercio siano più correlate a questi disturbi rispetto al glifosato considerato singolarmente.

“Il lavoro è ancora in corso ma le prime scoperte sono chiare su un punto chiave – ha dichiarato al Guardian Mike De Vito, attuale capo del National Toxicology Program Laboratory – vediamo che le formulazioni a base di glifosato sono molto più tossiche. Le formulazioni stavano uccidendo le cellule. Il glifosato da solo non fa questo”.  Una prima sintesi dello studio mette in chiaro che i prodotti a base di glifosato diminuiscono la capacità di sopravvivenza delle cellule disgregando le membrane cellulari. Secondo De Vito i primi risultati dell’analisi non dimostrano che le formulazioni a base di glifosato sono cancerogene. Se da un lato lo studio evidenzia che hanno maggiore tossicità rispetto al glifosato preso singolarmente e che ammazzano le cellule, dall’altro sembra non siano in grado produrre lo stress ossidativo che potrebbe provocare il cancro. Per lo studioso è comunque necessario che si continuino i test su ogni tipo di effetto tossico che potrebbe colpire il materiale genetico delle cellule.

Uno dei problemi che hanno trovato i ricercatori è stata la mancanza di trasparenza da parte dei produttori a proposito degli ingredienti contenuti dalle formulazioni oltre al glifosato. I documenti ottenuti dall’EPA a riguardo, infatti, mostrano incertezza sia riguardo gli ingredienti delle formulazioni sia rispetto a come queste sono cambiate negli ultimi decenni.

La tossicità delle formulazioni in commercio è probabilmente sconosciuta agli stessi produttori, come emerge da una serie di documenti interni alla Monsanto che sono stati resi noti lo scorso primo agosto da uno studio legale statunitense nel corso di un dibattimento in corso presso la Corte Federale di San Francisco. In una mail interna del 2003 Donna Farmer – la tossicologa responsabile per il glifosato e gli erbicidi a base di glifosato – spiega  come questi ultimi possano avere effetti diversi. Riguardo alla probabile cancerogenità del RoundUp, ad esempio, afferma che non è possibile sostenere che non è cancerogeno, perché non sono stati fatti i test necessari sulla sua formulazione per poterlo affermare e che i test sulle formulazioni non sono al livello di quelli sul singolo principio attivo. L’indizio che i test non vengono effettuati direttamente sulle formulazioni è in un’altra mail del 2010. La conferma della maggior pericolosità delle formulazioni rispetto al glifosato si riscontra in un altro scambio di mail che coinvolge Donna Farmer, questa del 2002, nel quale si afferma: “il glifosato è a posto ma sono i prodotti in formula (e quindi i tensiottivi) a provocare il danno”.

In oltre 40 anni di uso di erbicidi a base di glifosato, quindi, nella migliore delle ipotesi, sembra che nemmeno le aziende produttrici siano pienamente consapevoli dei reali rischi che questi comportano per la salute e per l’ambiente.  Non è chiaro invece quale possa essere “il danno” che i prodotti in formula possono arrecare; nelle mail pubblicate alle domande sulla pericolosità degli erbicidi viene consigliato di rispondere: “Quando il RoundUp viene utilizzato secondo le indicazioni in etichetta, è irragionevole aspettarsi effetti negativi sulle persone, la fauna selvatica e la flora”.

Interpellata dal Guardian la Monsanto ha preferito non commentare, rimandando ad un report del 2017 nel quale si afferma che la sicurezza dei suoi erbicidi è sostenuta da “uno dei più dettagliati database mondiali sulla salute umana e dell’ambiente mai compilato per un erbicida”.

vincenzo menichella

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Credits: Agostini Lab Srl