La Francia vieta l’uso di termini ‘carnivori’ per gli alimenti veg

24 aprile 2018
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sostenibilità

‘Ingannano i consumatori’. Approvata dall’Assemblea nazionale.Non sarà più possibile, in Francia, usare nel food veg termini che ricordano i prodotti a base di proteine animali. Non sarà più possibile scegliere parole come ‘bistecche’, ‘salami’, ‘wurstel’, ‘burger’ e, nei prodotti alternativi ai lattiero caseari, termini come ‘formaggio’, ‘latte’, etc.

La proposta di Legge, accolta dal Parlamento francese, è stato presentata dal deputato Jean-Baptiste Moreau, membro del partito En Marche del presidente Macron ed agricoltore basandosi sulla sentenza della Corte di Giustizia europea che si era pronunciata contro i produttori di bevande a base di soia, vietando l’uso della parola “latte”. Il mancato rispetto della normativa prevede sanzioni fino a € 300.000.

“È importante combattere le affermazioni false: i nostri prodotti devono essere definiti correttamente: i termini #cheese o #steak saranno riservati ai prodotti di origine animale!” Così, nello spazio limitato di twitter, Moreau spiega la sua posizione.

Quanto accaduto in Francia è solo l’ultimo tentativo di non accettare una realtà che cambia. Il paese transalpino ha una lunga tradizione protezionista nei confronti della lingua e, probabilmente, più che il nome “carnivoro” è la “parola straniera” a creare più malumore.

Il mercato sta cambiando e così la consapevolezza dei consumatori. Pensare di difendere o perlomeno incidere sui consumi solo con la chiarezza semantica e della ‘lingua’ è uno sforzo maldestro che evidenzia tutta la preoccupazione dell’industria della carne, che è sempre più consapevole del suo destino.

 

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Credits: Agostini Lab Srl