Fusione Bayer-Monsanto: in attesa del 5 aprile l’UE approva con riserva

23 marzo 2018
|
sostenibilità

La Commissione Europea ha approvato, con riserva, la fusione con la quale il colosso tedesco acquisirà la multinazionale americana dell’agrochimica.

L’operazione, dall’ammontare complessivo di 66 miliardi di euro, darà vita al più grande player integrato globale di semi e pesticidi sul mercato dell’agrochimica, dove già si sono realizzate le fusioni Dow-Dupont e ChemChina-Syngenta. Monsanto è il più grande fornitore al mondo di sementi protagonista sul mercato statunitense e dell’amercia latina, oltre che produttore del glifosato il più diffuso e discusso erbicida del pianeta. Bayer, oltre che colosso farmaceutico, è il secondo fornitore al mondo di pesticidi e tra i leader nel settore delle sementi. Si calcola che questi tre colossi insieme controlleranno circa il 75% del mercato di semi e sementi. Proprio la grande concentrazione in questo settore aveva indotto l’Antitrust Europea a stoppare la fusione e ad annunciare un’inchiesta approfondita sulla fusione nell’agosto del 2017. Infatti, il semaforo non è ancora del tutto verde, per ottenere il via libera definitivo dall’Unione Europea la Bayer dovrà rispettare alcune condizioni perché il verdetto decisivo, atteso per il 5 aprile, sia favorevole.

“Il nostro compito è garantire che gli agricoltori abbiano ancora una scelta su sementi, pesticidi, fungicidi e insetticidi anche dopo la fusione – ha dichiarato la commissaria alla concorrenza Margarethe Vestager – Abbiamo approvato i piani di Bayer per rilevare la Monsanto perché i rimedi delle parti, che valgono più di sei miliardi di euro, soddisfano pienamente i nostri problemi di concorrenza”. Adesso la Commissione dovrà verificare che il colosso di Leverkusen rispetti gli impegni presi, solo a quel punto la fusione potrà concretizzarsi del tutto.

Innanzitutto la Bayer dovrà eliminare le sovrapposizioni presenti nel mercato dei semi e dei pesticidi. Al momento è in corso una trattativa per la cessione alla BASF del rami sementi per circa sei miliardi di euro. Inizialmente quest’operazione avrebbe dovuto concludersi dopo la fusione, ma probabilmente anticipare l’accordo preliminare è servito a convicnere la Commissione Europea. Contrariamente a quanto previsto inizialmente, alla BASF non andrà solo la divisione sementi OGM della Bayer ma tutto il ramo sementi, compresa la Nunhems.

Alla BASF dovrebbe andare anche la sezione ricerca e sviluppo. Per quanto la Vestager abbia confermato che BASF è un “acquirente adatto” per le attività in uscita da Leverkusen perché al momento è fuori dal mercato dei semi e degli erbicidi non selettivi, anche quest’ operazione potrebbe finire sotto la lente di ingrandimento dell’Antitrust.

Anche la questione glifosato fa parte dell’accordo: il principio attivo è il principale ingrediente del Round Up, l’erbicida più venduto al mondo e prodotto dalla Monsanto e la sua licenza di vendita per l’Unione Europea è stata rinnovata recentemente per altri cinque anni, in una votazione che ha visto la Germania giocare un ruolo decisivo, permettendo di mantenere in commercio un prodotto che adesso diventa della Bayer. Temendo un monopolio la Commissione ha convinto Bayer a cedere a BASF anche la divisione ricerca e sviluppo, che dovrà impegnarsi a creare un prodotto concorrente del glifosato. Nel patto rientra anche la cessione da parte di Bayer di una licenza per l’intero prodotto agricolo digitale globale, per garantire la continua concorrenza su questo mercato emergente. Alla fine la cifra totale per raggiungere l’intesa dovrebbe aggirarsi intorno ai 7,2 miliardi.  La Bayer ha salutato il parziale via libera come un successo. “Grazie alla fusione con Monsanto aiuteremo gli agricoltori di tutto il mondo – ha detto Werner Baumann, Ceo di Bayer – a creare cibo più nutriente in modo sostenibile con beneficio per i consumatori e per l’ambiente”.

Nonostante la fusione la Commissione Europea assicura che gli operatori globali sul mercato dei semi resteranno quattro “Bayer può fondersi con la Monsanto solo se BASF sostituirà Bayer come quarto player – ha detto Vestager – prendendo essenzialmente le attuali attività di semi e tratti di Bayer. Inoltre, le parti coinvolte nella fusione continueranno ad avere una forte concorrenza da parte di Dow/DuPont e Syngenta e di Limagrain e KWS”.

Intanto si rafforza la posizione della Germania come potenza industriale, questa acquisizione è la più grande mai realizzata da un gruppo tedesco: la cessione a BASF delle attività sementi, ricerca e agricoltura digitale rafforza si un concorrente, ma allo stesso tempo permette l’ulteriore crescita di un altro colosso della chimica tedesca. A riprova che spesso la Germania in Europa gioca per se stessa, non a caso l’accelerazione per la conclusione della trattativa è arrivata dopo che l’accordo tra CDU e SPD per la formazione del governo ha dato ai tedeschi più forza a livello politico. 

In attesa del 5 aprile Bruxelles dovrà verificare se le garanzie offerte siano sufficienti, soprattutto si dovrà chiarire se BASF sarà in grado di diventare un vero concorrente per la Bayer, specialmente per quanto riguarda i rami sementi e diserbanti. Superato questo scoglio la Bayer avrà ottenuto la trentesima autorizzazione sulle sessanta necessarie alla fusione e l’ostacolo più grande da superare sarà l’autorizzazione dal dipartimento di stato degli Stati Uniti. Resta da capire se le richieste dell’Unione Europea saranno rispettate e se sono abbastanza stringenti da garantire la sicurezza alimentare e la maggiore diffusione dei pesticidi, oltre che evitare una concentrazione sul mercato che assomiglia molto a un monopolio.

 

vincenzo menichella

Tags: , , , , ,

img advertisement
Credits: Agostini Lab Srl