Il veg involontario

21 marzo 2018
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MERCATO

Le dinamiche che portano a scegliere veg. Nuova ricerca.

Quando nello stesso menu, i piatti per onnivori sono presentati insieme e mescolati alle opzioni veg, il cliente tende a scegliere i piatti ‘senza carne’. Lo svela un nuovo studio della London School of Economics and Political Science (LSE), che ha concentrato l’attenzione sui comportamenti dei profili ibridi, quei “flexitarians” che tanto piacciono al mercato, flessibili tra uno stile di vita veg e quello onnivoro, in Inghilterra. I menu dedicati veg, utili per i vegani ortodossi, spesso sono trascurati dai clienti ‘flessibili’ a favore di quelli con le proposte carnivore, come ha svelato l’analisi dei comportamenti della ricerca. Inoltre, dare un particolare rilievo ad una proposta veg, con una descrizione speciale e accattivante o evidenziandola come “piatto suggerito dallo chef”, può essere un modo efficace per spingere a scegliere più spesso cibo veg fuori casa.

Aumenta il consumo di ingredienti di origine vegetale.

La dinamica psicologica alla base di questo comportamento è una sorta di “licenza morale”, spiegano i ricercatori. Una persona che a casa mangia prevalentemente veg, in determinati giorni, durante la settimana, evita il menu dedicato “vegetariano” per concedersi uno strappo, perchè ritiene di essere “moralmente autorizzato” a farlo. Il pasto fuori, quindi, diventa l’occasione per bilanciare una dieta che già limita il consumo di alimenti con ingredienti di origine animale.  Anche perché questa abitudine è sempre più diffusa, come ha confermato una indagine del Kantar World Panel: nel 2017 il 30% dei pasti britannici era senza carne. 

“I nostri risultati suggeriscono che mentre alcuni menu del ristorante incoraggiano alcuni consumatori a fare scelte alimentari più sostenibili,  possono provocare l’effetto opposto su altri”, ha spiegato a Food Navigator Linda Bacon, uno degli autori dello studio.

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Credits: Agostini Lab Srl