Il prosecco spaventa l’Unesco

14 febbraio 2018
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sostenibilità

Troppi pesticidi sui vigneti, a rischio bocciatura il “patrimonio dell’Unesco”.

Colline deliziose che introducono le alpi venete. Una area geografica speciale che, legittimamente, nel 2008 si è candidata come “patrimonio Unesco”. Le verifiche effettuate da Icomos, ente consultivo dell’Unesco, come spiega il quotidiano La Tribuna di Treviso, hanno portato alla luce una situazione che, purtroppo, già in molti conoscevano e imposto uno stop proprio quando il traguardo sembrava vicino.

Il problema è naturalmente la sostenibilità ambientale: troppi pesticidi nell’aria.  

“Partiamo da un dato di fatto,” spiega Pietro Laureano, presidente Icomos Italia e tra i fautori della candidatura Unesco di Matera. “Se Icomos chiede delle integrazioni, significa che c’è qualcosa che non va. Nel caso specifico sono stati ravvisati problemi di sostenibilità ambientale per quanto riguarda l’uso dei prodotti fitosanitari, impiegati ancora in modo “pesante”. Nei dossier non viene data garanzia di un processo virtuoso di indirizzo dell’area. Nonostante le leggi e i regolamenti più restrittivi, questi prodotti si continuano a utilizzare”.

Il problema è reale e sempre sottovalutato, in nome di un successo – il boom del Prosecco – che ha reso questa terra ricca e famosa. Un successo che ha però contribuito a rovinare, questa terra, perchè il suo sviluppo non è stato fatto con l’attenzione al futuro che in questa zona avrebbe dovuto preservare le nuove generazioni. Si è cercato di sfruttare il momento, non si è cercato di costruire una tradizione per il futuro. Prima l’annessione di zone per allargare la produzione, favorendo soprattutto un approccio commerciale, poi uno sfruttamento insostenibile delle risorse. Cose che già si sapevano e che Icomos ha solo confermato: abuso della chimica tra i filari di prosecco rischia di vanificare gli sforzi, pure evidenti, nella direzione della sostenibilità. Un tema su cui si sono divisi gli stessi addetti ai lavori, da una parte i produttori e dall’altra le amministrazioni.

La situazione attuale non è certo facile. Con la richiesta di approfondimento dei vari dossier, c’è il rischio di una sonora bocciatura, quest’estate. Il suggerimento da parte di Icomos è quello di sospendere per un anno la candidatura. “E’ una decisione che va presa in accordo con il Ministero – commenta l’architetto Laureano -. Altrimenti il rischio è di andare incontro a una bocciatura che non ritengo meritevole, perché il sito comunque è degno di attenzione”.

Il rischio, nel caso non si ritirasse (per quale motivo?), è di ottenere dall’Unesco una bocciatura che renderebbe difficile un secondo tentativo. Il suggerimento di Icomos è di rivedere “il percorso”, scegliendo una strada che coinvolga maggiormente popolazione e associazioni. Coinvolgendo proprio quegli stessi ambientalisti che fino ad oggi sono stati lasciati fuori.

Il problema è lo sfruttamento intensivo delle risorse naturali provocato dall’uomo. Siamo sempre lì.

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Credits: Agostini Lab Srl