Decreto del bio in cdm

13 febbraio 2018
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BIOLOGICO

Secondo parere preliminare per la riforma del sistema di controllo del biologico.

Il Consiglio dei Ministri, riunitosi nella coda delle attività di questo governo, è riuscito a trovare il tempo per affrontare un tema delicato per il settore bio. Purtroppo al momento non ci sono riscontri ufficiali, come si legge nel comunicato diffuso da Palazzo Chigi, il provvedimento mira a “rendere più efficiente l’intero sistema dei controlli, anche a specifica tutela dei consumatori e della leale concorrenza tra gli operatori”.

Dalle informazioni che lavitabio.it è comunque riuscita a raccogliere, tra le parti di maggior interesse sono sostanzialmente due le più importanti novità: nel nuovo testo dovrebbe essere stata eliminata la parte relativa alla durata del rapporto fra operatore e organismo di certificazione che, nel testo originale, era limitato a 5 anni. Così come sembra scomparso il vincolo dei tre anni consecutivi con lo stesso operatore per il personale tecnico ispettivo, a favore di una limitazione di tre massime visite consecutive.

Il secondo punto riguarda la mancanza di soluzione del tema sollevato anche da Report, il conflitto d’interessi tra controllore e controllata, ovvero tra organismo di certificazione e operatore. Il testo iniziale parlava di  divieto di presenza di operatori nella proprietà, ora compare il limite della ‘maggioranza qualificata’. Il nuovo testo, infatti, prevede l’“assenza di partecipazioni qualificate, dirette o indirette, nella struttura proprietaria da parte di operatori e associazioni di operatori, che non possono detenere, nel loro complesso, direttamente o indirettamente, un numero di azioni o di quote di partecipazione che superi la metà del capitale sociale dell’Organismo di controllo”.

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Credits: Agostini Lab Srl