Riso Bio Vero

13 febbraio 2018
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BIOLOGICO

In Lomellina ricompare la Marsilea quadrifolia, una felce considerata estinta dopo 40 anni d’uso di diserbanti chimici.

Una preziosa felce, una specie protetta che si riteneva fosse estinta nell’areale risicolo di Piemonte e Lombardia dopo 40 anni d’uso di diserbanti chimici. E’ ricomparsa grazie al progetto di ricerca partecipata tra agricoltori e l’ Università di Milano, che ha messo a punto nuove tecniche di produzione. Il tema del riso biologico in Italia è molto controverso. La qualità delle risorse idriche nelle aree vocate, a causa di un uso massiccio e costante per 40 anni di fitosanitari ha contribuito a cambiare la fisionomia ambientale del territorio e, secondo alcuni, reso impossibile coltivare riso biologico o biodinamico.

Grazie al progetto sviluppato in partnership con EcorNaturaSì e condotto dall’azienda Terre di Lomellina di Rosalia Caimo Duc, insieme ad altri 10 risicoltori, nella lotta alle infestanti senza utilizzo di chimica di sintesi, si è dimostrato che il riso bio si può coltivare e recuperare la vitalità negli anni perduta. 

Il progetto nella lotta alle infestanti è stato coordinato dalla direzione scientifica del Dipartimento di Scienze agrarie nell’azienda di Rosalia Caimo Duc, Terre di Lomellina, agronomo da anni impegnata nello sviluppo sostenibile del riso italiano, che ha riunito dieci realtà risicole locali.

“La risicoltura bio – ha spiegato alla Stampa Rosalia Caimo Duc – si basa sull’attenzione alle epoche di germinazione rispetto alle infestanti, interazioni tra specie diverse, momenti di immissione dell’acqua nella risaia”.

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Credits: Agostini Lab Srl