Eurispes 2018, aumentano i ristoranti con menù veg

8 febbraio 2018
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MERCATO

Crescono leggermente i vegetariani, mentre piccola flessione per i vegani. Più difficile seguire una dieta veg  in viaggio. 

Nessun cambio drastico nelle scelte alimentari per gli italiani, anzi il numero di vegetariani conferma un trend in aumento. Nel Rapporto Italia 2018, Eurispes – l’Istituto di studi politici, economici e sociali – spiega che il 6,2% del campione intervistato si dichiara vegetariano confermando così una crescita rispetto alla rilevazione fatta nell’anno precedente che si attestava sul 4,6%. Il 2017, del resto, ha segnato un picco a ribasso:  negli ultimi cinque anni, infatti, il numero di italiani che ha scelto una dieta priva di carne ha avuto un andamento altalenante con il 6,5% nel 2014, il 5,7% nel 2015 e il 7% nel 2016, prima del crollo, come visto, nell’ultimo anno.

La forbice e le variazioni repentine, in realtà, fanno pensare a una più fisiologica alternanza fra periodi di vegetarianesimo e di veganismo di chi sceglie, in fasi più o meno “estreme” della propria vita, di eliminare drasticamente la carne e successivi derivati:  i vegani, infatti, dal 3% del 2017 – valore per un certo senso sorprendente – sono scesi allo 0,9% nel 2018, ritornando su valori più vicini a quelli degli anni passati (0,6% nel 2014, 0,2% nel 2015 e 1% nel 2016). Nel complesso, comunque, nell’ultimo lustro il totale di chi ha optato per un regime privo di carne, che sia vegetariano o vegano, si è mantenuto abbastanza costante, con valori compresi fra il 7 e l’8%; nel 2018 è il 7,1% della popolazione dai 18 anni in su.

All’interno di questa percentuale, nelle indagini Eurispes, non mancano italiani che seguono regimi alimentari ancora più marcati e specifici:  il 32% si dichiara crudista cioè consuma alimenti crudi e di stagione, non lavorati e non trattati; e poi ci sono i fruttariani con il 23.1%.  

Bene i ristoranti, più attenzione in viaggio o durante feste. Eurispes, inoltre, analizzando i 225.490 ristoranti italiani recensiti su Tripadvisor, spiega che è possibile mangiare veg anche fuori a cena o pranzo, in misura sempre maggiore e migliore rispetto agli ultimi anni: il 23,4% propone menù vegetariani e il 17,2% vegani. Estendendo lo sguardo, del resto,l e mense scolastiche prevedono oramai la possibilità di fare richiesta per menu alternativi, così come le mense nei luoghi di lavoro in parte attrezzate per accogliere lavoratori veg: il 44% di chi usufruisce di questi servizi, infatti, non riscontra problemi, mentre è più complicato mangiare in aereo, treno, nave ed autogrill (per il 73,6%) così come durante i ricevimenti di cerimonie, feste o eventi (67,6%). A fare da controbilancia è il supermercato sotto casa: il 60,8% dei consumatori, infatti, afferma di non trovare alcuna difficoltà nel reperire i prodotti per la propria dieta grazie all’ampia offerta di esercizi commerciali che si stanno attrezzando per offrire una scelta vasta ed esaustiva.

Numeri, insomma, positivi mentre l’opinione pubblica si spacca esattamente a metà: il 50,6% attribuisce al veganesimo un’accezione positiva adducendo motivazioni quali rispetto per gli animali, impatto sull’ambiente o per migliorare la propria salute, mentre c’è il 49.4% che pensa sia fanatismo o scelte forzate per il manifestarsi di qualche intolleranza.

Italiani sempre più “dipendenti” dai loro amici a quattro zampe. Non solo abitudini alimentari. Eurispes, nella sua indagine, ha dedicato ampio spazio al rapporto tra le famiglie italiane e i propri animali domestici. Tre nuclei familiari su cinque possiedono almeno un pet, con il 63,3% che scelgono il cane, poi 38,7% preferiscono i gatti e a seguire uccelli, conigli, tartarughe e pesci. Amore per l’amico a quattro zampe, dunque, al punto che oltre la metà degli italiani, il 53% accetta di fare spazio nel proprio lettone per far dormire l’animale domestico. Una vita positivamente “condizionata”: è aumentata, infatti, la disponibilità a pagare per il mantenimento degli animali con una spesa che va dai 51 ai 100 euro a famiglia, un numero doppio rispetto al 2017; mentre il 46,2% di chi ha un animale domestico rinuncia in alcune occasioni ad uscire o a fare un viaggio per non lasciarlo solo.

giovanni sgobba

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Credits: Agostini Lab Srl