Europa a rischio cibo ‘ultra’ raffinato

5 febbraio 2018
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sostenibilità

Il cibo reale è stato sostituito da “sostanze alimentari commerciali” formulate tecnologicamente. Al primo posto Uk, seguita da Germania.

E’ una ricerca brasiliana, quella coordinata dal prof. Carlos Monteiro dell’Università di San Paolo e pubblicata da Public Health Nutrition, che ha analizzato le abitudini di persone in 19 nazioni europee e ha fatto una scoperta sconfortante: il cibo reale è stato sostituito da “sostanze alimentari commerciali” formulate tecnologicamente. In altre parole, non si tratta solo di cattiva alimentazione ma di reale “cibo cattivo”

Per la precisione, lo studio utilizza la classificazione NOVA, che identifica gli alimenti in base all’intensità del processo di trasformazione e allo scopo della lavorazione del cibo, non in termini nutrizionali. La caratteristica del food NOVA è un prodotto alimentare e bevanda ultra elaborato. Non si tratta di cibo modificato, spiega il prof Monteiro, piuttosto “formulazioni per lo più di fonti industriali molto economiche di energia e sostanze nutritive più additivi, utilizzando una serie di processi di trasformazione ( per questo ‘ultra’). Cibi iper energetici, ricchi di grassi poco sani, amidi raffinati, zuccheri e sale in quantità, povere fonti di proteine, fibre alimentari e micronutrienti”.

 

 

Come hanno spiegato su the Guardian, il cibo è stato suddiviso in quattro gruppi. Nel caso del Regno Unito le categorie sono Non trattato o minimamente elaborato – 28,6%; ingredienti da cucina trattati come olio vegetale – 10,4%; normalmente trattati (come formaggi o salumi); ultra-elaborato – 50,7%.

La classifica è molto interessante e utile dal punto di vista sociologica, soprattutto se incrociata con dati demografici. Il vecchio continente segue una demarcazione tra nord e sud: la Gran Bretagna è il paese dove maggiormente sono diffusi gli alimenti industriali eccessivamente raffinati (50,7% della dieta), seguita da Germania al 46,2%, Irlanda al 45,9%, Belgio al 44,6% e Finlandia al 40,9%.

In generale, i paesi dell’Europa meridionale presentano livelli inferiori di alimenti ultra-trasformati nella dieta: Portogallo al 10,2%, Francia 14,2%, Italia 13,4% e Grecia al 13,7%.

the Guardian ©

“Quando confrontiamo gli alimenti ‘ultra’ trasformati con gli altri vediamo differenze notevoli [nella qualità nutrizionale]” è la conclusione di Monteiro. “Raccomandiamo di limitare o evitare cibi ultra-elaborati perché hanno una qualità nutrizionale molto bassa “.

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Credits: Agostini Lab Srl