A Bologna il primo supermercato ‘food coop’ d’Italia

22 dicembre 2017
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BIOLOGICO

Aperto solo ai soci che saranno coinvolti nella gestione.

Nascerà a Bologna il primo supermercato italiano autogestito e si chiamerà Camilla, dalla fusione dei nomi dei due promotori dell’iniziativa: il gruppo di acquisto solidale, il gas Alchemilla, e l’associazione di agricoltori e consumatori Campi Aperti, due realtà bolognesi molto attive nel campo dell’alimentazione biologica e a chilometro zero.

Lo store prenderà vita entro il 2018 e si strutturerà come una cooperativa chiusa. I soci, ne servono 300 per partire ma poi potranno aumentare, pagheranno una quota associativa di 125 euro. Ma pagare la quota non basterà per aver accesso a Camilla: in cambio della possibilità di avere a disposizione prodotti alimentari di qualità a prezzi contenuti i soci dovranno fornire anche dei servizi utili al funzionamento del supermercato come contattare i produttori, promuovere l’attività, allestire le corsie o lavorare alla cassa.

“Prevediamo che i soci di una cooperativa di consumo mettano a disposizione una quota di tempo, che facciano cose che sembrano lavoro ma non lo sono, non è semplicissimo, però un modo per farlo lo stiamo trovando”, ha commentato Giovanni Notarangelo, tra i primi promotori di Camilla al Gambero Rosso. “L’interesse è alto, da parte dei produttori come dei consumatori”.

La sede sarà in periferia per scelta dei promotori ” Si partirà con un primo investimento di 50 mila euro e con la certezza di una sede che non sarà in centro,” ha spiegato al Corriere di Bologna. “Le zone monitorate sono tutte nell’area nord-est della città, in uno degli spazi, meglio se rigenerati, che stiamo supervisionando tra i quartieri Navile, San Donato e Savena.”

Camilla sarà un’assoluta novità in Italia, paragonabile a poche altre esperienze analoghe in Europa- La Louve a Parigi, 1500 metri quadri di esposizione e 3000 soci, e le BeesCoop a Bruxelles – ma si ispira a una realtà ormai storica: la food coop Park Slope di New York, nata nel 1973 che ormai raccoglie oltre 17.000 soci.

Gli incontri di presentazione in giro per Bologna proseguiranno per tutto il mese di gennaio 2018, mentre procedono i lavori dei due, al momento, “cantieri” tematici di progettazione del supermercato condiviso che si chiamano Produzioni e Buona compagnia. Il primo punta a stabilire le linee di indirizzo riguardanti la scelta dei fornitori, l’assortimento, la presenza di alcuni prodotti piuttosto che altri e soprattutto il rispetto degli aspetti etici; il secondo riguarda gli aspetti relazionali della nuova realtà sia esterni, ovvero con il tessuto sociale cittadino, sia interni, con l’obiettivo di creare di una comunità attiva e collaborativa tra i soci.

Non è un caso che questa avventura prenda il via proprio a Bologna, che rivendica come la città del cibo possa essere anche davvero sostenibile, grazie ad un approccio alternativo alle logiche della grande distribuzione che stanno più prevalendo che potrebbe ispirare anche altre città d’Italia.

vincenzo menichella

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Credits: Agostini Lab Srl