Un rinnovo che fa male, grazie alla Germania

28 novembre 2017
|
sostenibilità

La Commissione Europea rinnova per altri cinque anni dell’autorizzazione al glifosato.

Pesa il parere positivo della Germania, che ha di fatto spostato l’equilibrio del voto nel comitato d’appello sorprendendo forse un po’,  visto che si era sempre astenuta negli scorsi tentativi nel Comitato permanente Ue su piante, cibi e mangimi (Comitato Paff) facendo mancare la maggioranza qualificata pro o contro la proposta della Commissione, mentre questa volta si è espressa a favore. La maggioranza qualificata si espressa a favore con 18 paesi, 9 contrari e 1 astenuto.

Per i commissari europei, si è tratto di un ‘passaggio obbligato’ dato che non ci sono in commercio altri erbicidi potenzialmente non dannosi per l’uomo. Versione che la Francia, ad esempio, non ha accettato. “Vogliamo assumerci le nostre responsabilità – aveva dichiarato il segretario di stato presso il ministero dell’Ambiente, Brune Poirson – perché il glifosato è un prodotto potenzialmente a rischio per la salute dei francesi e per l’ambiente e la biodiversità”, aveva dichiarato alla vigilia del voto la segretaria di stato presso il ministero dell’Ambiente, Brune Poirson.

Sulla stessa linea il ministro per le Politiche agroalimentari Martina, che ha contribuito a mantenere fissa la posizione del nostro Paese. “Abbiamo votato contro il rinnovo perché siamo convinti che l’utilizzo di questa sostanza vada limitato. L’italia già adotta disciplinari produttivi che limitano l’uso del glifosato a soglie inferiori del 25% rispetto a quelle definite in europa al fine di portare il nostro paese all’utilizzo zero del glifosato entro il 2020”. Con Italia e Francia, il fronte contrario include Belgio, Grecia, Ungheria, Cipro, Malta, Lussemburgo e Lettonia. 

Ma è una vittoria anche per Junker che nonostante l’assenza sia di una maggioranza qualificata che di una favorevole, per far passare il provvedimento ha avuto bisogno del comitato d’appello, confemando l’incapacità fino ad oggi di prendere una decisione. Ma che, con il risultato di oggi, ha evitato anche una sconfitta politica.

Sul fronte della curiosità, segnaliamo che tra gli stati che hanno votato a favore ci sono anche i maggiori mercati per il bio in Europa. Questo indica chiaramente come la scelta dei consumatori sia completamente diversa dalla politica, là dove non ci sono garanzie per una agricoltura sicura e salubre, la tendenza ad acquistare prodotti certificati importati magari proprio dall’Italia è una realtà consolidata.

Tags: ,
Banner Content
img advertisement
Credits: Agostini Lab Srl