Previsioni splendide per il futuro

28 novembre 2017
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MERCATO

Ancora trend positivo per il comparto biologico a livello globale.

I tassi di crescita sono particolarmente alti sia in  nord America che nell’Europa settentrionale. Lo spiega un dettagliato report curato dal Biofach di Norimberga. Negli USA il bio detiene una quota di mercato che vale lo 5 % e secondo Organic Trade Association (OTA) il fatturato del 2016 arriva a 43 mld di dollari. Anche l’Europa registra buoni risultati.

Secondo il Bund Ökologische Lebensmittelwirtschaft – BÖLW (Unione tedesca degli operatori economici del settore ecologico alimentare) in Germania nel 2016 il mercato biologico è cresciuto di poco al di sotto del 10 %, mentre nello stesso periodo in Francia l’Agence Bio ha rilevato addirittura una crescita superiore al 20 %. Anche il Regno Unito, con un + 7 %, ha ripreso il suo percorso positivo. Già nel 2015 la Spagna, l’Irlanda e la Svezia avevano registrato incrementi superiori al 20 %.  Svezia e Francia sono tra i leader in Europa anche nel 2016. 

“In base ai dati provvisori – è il punto di vista autorevole di  Amarjit Sahota di Ecovia Intelligence (ex Organic monitor) – nei 2016 il mercato globale degli alimenti e delle bevande bio ha quasi toccato un volume pari a circa 90 mld di dollari. Si sono registrati forti tassi di crescita in tutte le regioni del mondo, specialmente in nord America e in Europa del nord”. La preoccupazione, in una situazione simile è prevalentemente collegata all’approvvigionamento di materie prime biologiche.

“È un gran piacere poter valutare già oggi una crescita costante della superficie biologica mondiale nel 2016. I terreni sono aumentati nella maggior parte dei paesi europei, anche se non in tutti”, spiega Helga Willer dell’Istituto di ricerche dell’agricoltura biologica in Svizzera Fibl che, insieme a Julia Lernoud, cura da molti anni la pubblicazione della più importante pubblicazione sullo sviluppo delle superfici a coltivazione biologica.

Leader nella crescita della superficie bio in Europa sono Bulgaria con il 35%, la Croazia con il 23% e Cipro con il 18%. Buoni incrementi ci sono comunque stati anche nei paesi più grandi come, ad esempio, Francia (+  210.000 ettari), Germania (+ 75.650 ettari) e Spagna (+ 50.232 ettari), nonostante si registri una diminuzione, pari a circa 130.000 ettari in Grecia, Polonia e Romania.

Francia. Nel 2016 i negozi specializzati, la gdo e la vendita diretta hanno totalizzato ben 1,2 miliardi di euro in più rispetto l’anno precedente, come riferisce Agénce Bio.  Il settore ha quindi visto una crescita del 21,7 %, raggiungendo un fatturato di 6,7 miliardi. A questo risultato si somma la ristorazione fuori casa e il circuito horeca che ha realizzato un fatturato di 411 milioni di euro. Un particolare incremento è stato  registrato nell’ortofrutta con un + 33% e nello sfuso con un + 24 %.
Anche la carne biologica ha segnato un netto aumento, grazie alla sempre maggior disponibilità nei banchi del supermercato bio con una maggior offerta di insaccati e carne proponendo così ai consumatori anche prodotti freschi.

Germania. Nel 2016 il mercato biologico tedesco, forte per tradizione, ha registrato un tasso di crescita pari a +9,9 %. Il fatturato complessivo di tutti i canali di vendita commerciali è pari a 9,48 mld di euro. Le previsioni per il 2017 prospettano un risultato al di sopra dei 10 miliardi. Anche in Germania il valore della gdo è molto importante, il bio  cresce a +14,6%, per un fatturato di 5,45 miliardi di euro. Oltre al prezzo vantaggioso dei propri marchi privati, sicuramente ha inciso l’ampliamento dell’assortimento rispetto agli anni precedenti.

Il fatturato dei negozi specializzati biologici è aumentato del 5% e vale 2,85 mld di euro. Fecendo una valutazione sulla spesa per i prodotti bio, attualmente un euro ogni due viene investito nella gdo, mentre poco meno di uno su tre nei negozi specializzati.

Gli altri canali di distribuzione, ad esempio la vendita diretta nelle aziende agricole, i mercati settimanali, i negozi di macrobiotica, i distributori di carburante (una realtà ancora poco sviluppata in Italia), la vendita per corrispondenza e le botteghe tradizionali (panifici, macellerie ecc.) non hanno seguito il trend di crescita generalizzato, ma ottenendo comunque un + 2.2%

Austria. Insieme alla Danimarca e alla Svizzera, l’Austria è sempre stato uno dei paesi leader in Europa per la produzione e il consumo di biologico. Da oltre due decenni la coltivazione ecologica vede un supporto mirato soprattutto nelle aree montane, la trasformazione e la distribuzione godono perciò di molto successo e non sorprende quindi che la quota bio sul fatturato alimentare complessivo sia in costante aumento: se nel 2013 era ancora del solo 6,7 %, nel primo semestre del 2017 è salita al 8,6% (analisi di RollAMA/AMA-Marketing). La qualità bio riscontra una particolare richiesta per quanto concerne le uova (20 % di quota di mercato), il latte fresco (18 %), le patate (16 %) e la verdura fresca (14 %). Non così alta è invece la quota bio nella carne: pur arrivando al 3,6% nel 2014, al 4,6 % nel 2016, continua a rimanere al di sotto della media e, nel caso degli insaccati e dei prosciutti, arriva soltanto al 2,6 %. In Austria, il numero di aziende biologiche è stabile, sebbene con un livello mediamente alto. Già nella metà degli anni 90 erano circa 20.000 le aziende bio, mentre nel 2015 erano circa 20.779, una cifra che è rimasta quasi invariata da oltre due decenni.
Nel 2016 il fatturato bio austriaco ha segnato un totale di 1,6 miliardo di euro, diviso tra il 75 % nella gdo, il 19 % del retail specializzati e il 6 % della ristorazione.

Svezia. In Svezia il forte trend del biologico resiste da quasi quattro anni. Dal 2014 si registrano ogni anno tassi di incremento enormi che vanno dal 30 al 40 %. Nel solo periodo che va dal 2014 al 2016 le vendite bio sono raddoppiate raggiungendo i 2,6 miliardi di euro. Attualmente la crescita del mercato è leggermente rallentata: ciò è dovuto, da un lato, a una certa saturazione del mercato stesso, dall’altro ancora una volta ai problemi di approvvigionamento di materie prime. Nel primo semestre del 2017 Cecilia Ryegård, esponsabile del portale specializzato Ekoweb stima l’aumento al 7-8 %. La rapidissima impennata della quota bio in Svezia, con il suo + 9,3 %, secondo Ryegård è ormai di una della più alte al mondo.

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Credits: Agostini Lab Srl