Granotill

2 ottobre 2017
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sostenibilità

Come contrastare la perdita di fertilità del suolo e far fronte a una richiesta alimentare che continua a crescere, è un problema che non riguarda solo il mondo agricolo, ma deve coinvolgere tutta la nostra società per le conseguenze ambientali, economiche e sociali che comporta. Si è parlato di questo a Matera a ‘GraNotill della cultura’. Fermare la desertificazione dei terreni agricoli è una delle grandi sfide che l’agricoltura mondiale si trova ad affrontare in questo millennio.

“Abbiamo organizzato il GraNOtill della cultura – ha spiegato al adnkronos Lino Falcone presidente di Semina Diretta 2.0, che ha organizzato l’evento – perché riteniamo che per raggiungere l’obiettivo della conservazione del suolo sia indispensabile il coinvolgimento e la sensibilizzazione degli addetti ai lavori, e per questo è fondamentale lavorare sulla formazione, ma anche dell’opinione pubblica e delle istituzioni attraverso eventi di grande rilevanza”.

“Questa tecnica – spiega Falcone – rappresenta una soluzione in grado di fornire grandi vantaggi per la collettività, grazie al ridotto impatto ambientale e alla conservazione del suolo, e per gli agricoltori, che possono ottimizzare la gestione aziendale con una resa che in alcune situazioni può anche essere maggiore rispetto alle tecniche tradizionali”. Anna Luise, dell’Istituto Superiore per la protezione e la ricerca ambientale Ispra, ha paragonato il suolo alla “pelle del mondo, un sistema complesso e delicato e non solo un substrato produttivo”.

“Le temperature sono chiaramente in aumento, anche se i modelli matematici non riescono a prevedere in modo uniforme le conseguenze. L’agricoltore certamente subisce il clima, ma può intervenire sul suolo per cogliere opportunità”, ha aggiunto Marcello Donatelli, direttore del Centro di ricerca agricoltura e ambiente Crea.

“Il suolo – ha chiarito la rappresentante della Fao, Lucrezia Caon – gioca un ruolo fondamentale per la vita sulla superficie della terra. Ciononostante, ad oggi, il 33% dei suoli mondiali è da moderatamente ad altamente degradato a causa principalmente di processi erosivi, salinizzazione, acidificazione ed inquinamento chimico. Per far fronte a questa situazione e aumentare gli sforzi e le sinergie d’azione tra gli utilizzatori del suolo (comprese le forze politiche ed istituzionali), nel 2012 è stata istituita l’Alleanza mondiale dei suoli (Global Soil Partnership) che promuove una gestione sostenibile della risorsa suolo e punta a migliorarne le politiche di gestione”.

“E’ una tecnica che, applicata in modo corretto – ha spiegato Dario Giambalvo, della facoltà di Scienze Agrarie, Alimentari e Forestali dell’Università di Palermo può contribuire a mitigare l’impatto sull’ambiente, riducendo i processi erosivi, incrementando l’attività biologica del suolo e migliorandone la fertilità”.

Francesco Zecca, professore di Economia agroalimentare presso l’Università ‘La Sapienza’ di Roma, ha dichiarato che “la semina diretta è una soluzione estremamente interessante per la gestione aziendale, che ad oggi trova applicazione solo a carattere spontaneistico e non strategico, a causa della carenza e frammentazione delle informazioni, laddove sarebbe necessario utilizzare la semina diretta come strumento strategico per lo sviluppo e la sostenibilità dei sistemi agricoli territoriali”.

“Passo fondamentale e assolutamente innovativo – ha aggiunto Falcone – è il progetto di semina diretta in regime di agricoltura biologica, affinché anche questo settore possa contribuire alla conservazione del suolo”.

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Credits: Agostini Lab Srl